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PARISIO E LA TARTARUGA

Tirando su il tramaglio quella mattina - nel tardo mese di Agosto se ben ricordo - Parisio deve aver pensato, sul principio, di aver preso chissà quale grosso pesce, a giudicare dal peso e dalla resistenza che opponeva.

Poi, sotto bordo, in baluginio di colori - bruno, giallo e verdastro - è comparsa la sagoma di una bella tartaruga, intrigata ed avvolta nella rete, una Caretta caretta, come si chiama in gergo scientifico.

E sono certo che allora qualche sonoro moccolo - avete presente quali toni possa raggiungere la voce di Parisio quando è in...nervosito - deve essere risuonato sulla superficie calma del mare, perdendosi poi al largo senza altri guai.

Rientrando al porticciolo la tartaruga, capovolta, sgambettava energicamente a prua, e ancor di più smaniava mentre Parisio, sollevandola, la mostrava ai soliti frequentatori della banchina, davanti alle casette dei pescatori. Sulla barca di Dario, fermi ai distributore, caricavamo le bombole e gasolio a pochi metri.

"Pensate voi a riportare al largo questa bestia", tuonò imperioso Parisio, "ma immergetela bene, che risalga subito a respirare, come si deve", aggiunse in tono di conoscitore.

Ora la tartaruga della prua di Parisio era passata alla poppa di Dario, ma sempre capovolta e agitava anche se Luciano, un tempo detto "Strusciagommoni", provvedeva, di tempo in tempo a bagnarla con un secchio d'acqua.

Prua al relitto del Genepesca lo Sciattino rollava con lo scirocco, appena levato, a manca.
Breve il tragitto, perché ottima la spinta dei motori, e sulla sagoma della nave, netta sullo scandaglio, scende veloce l'ancora.
È ora di riconsegnare il rettile al suo mare e moi sporgo dalla plancetta di poppa, con la tartaruga stretta tra le mani mentre Dario, ritto sul barganello, scatta fotografie.

Penso a come Parisio voleva che si immergesse l'animale, ma proprio in quel momento un più robusto colpo di mare tende di scatto la catena dell'ancora ed il contraccolpo mi scaraventa pari pari in mare, occhiali e rettile compresi. Qui l'agitazione della bestia si fa più intensa e sono costretta a mollarla. La seguo per un pò con lo sguardo, mentre nuota veloce e libera - felice penso, se anche gli animali possono godere di instanti di felicità - gerso la sagoma oscura e profonda del relitto.

Risalgo e mi asciugo; gli altri si immergono lasciandomi a guardia della barca. Passano piccoli gruppi di gabbiani e deu gommoni fiorentini (come faccio a saperlo? dopo tanti anni di mare, annuso il fiorentino come il fritto di pesce).

Si ritoma tranquilli. Parisio è ancora sulla barca a pulire i tramagli: alza appena la .. ' teste "l'avete fatta respirare?" chiede dubbioso. "Certo Parisio, proprio come hai detto tu! " - rispondo.

È un buon uomo Parisio, fatto di grana grossa, ma non bisogna mai contrariarlo. Tanto non costa nulla dargli ragione e lui è contento così. Anche se non tè lo farà mai capire A proposito, Parisio, scusa le mie battute e grazie a nome della 1 tartaruga.

Giampaolo Facenti

    Parisio e la tartaruga
 
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